Consonno, la sua storia: dalla Las Vegas della Brianza alla città fantasma

Oggi vi porto a scoprire Consonno, frazione del comune di Olginate, un piccolo borgo medievale della Brianza che ha vissuto più vite.
Un luogo che, nonostante l’abbandono, conserva ancora oggi un fascino misterioso capace di attirare turisti, fotografi e curiosi.

L’arrivo del “Conte” Mario Bagno

Nel 1962 un imprenditore visionario e stravagante, Mario Bagno, acquistò l’intero borgo per 22 milioni e 500mila lire.
Amava farsi chiamare “Conte”, anche se non aveva alcuna origine nobiliare.

Promettendo nuove case, lavoro e sviluppo, convinse i pochi abitanti di Consonno a seguirlo nel suo progetto.
Le ruspe abbatterono in breve tempo le vecchie abitazioni medievali, cancellando secoli di storia legati alla coltivazione di sedano e porri, che i consonnesi portavano fino a Olginate lungo una mulattiera.

Il sogno del Paese dei Balocchi

L’idea del “Conte” era ambiziosa: trasformare Consonno in una sorta di Las Vegas lombarda, una Disneyland della Brianza.
In un’intervista televisiva raccontò con entusiasmo i suoi progetti: un circuito automobilistico, campi da calcio, tennis e pallacanestro, una pista di pattinaggio, un luna park, uno zoo e grandi ristoranti con orchestre dal vivo.

I cartelli all’ingresso del paese recitavano slogan ottimistici come:

  • “A Consonno il cielo è più azzurro”
  • “Consonno è il paese più piccolo ma più bello del mondo”

Negli anni ’70 il sogno sembrò realizzarsi: arrivarono cantanti e celebrità come Mina, Celentano, Milva, Pippo Baudo, Rita Pavone, i Dik Dik e tanti altri.
I locali erano sempre pieni, si giocava d’azzardo e il Grand Hotel Plaza accoglieva ospiti illustri.

consonno

Il declino di Consonno

La natura, però, si ribellò presto. Le opere di urbanizzazione non furono realizzate con criterio e, nel tempo, le frane isolarono Consonno.
La strada venne ricostruita, ma non bastò: il sogno iniziò a sgretolarsi.

Una seconda frana fu il colpo di grazia: il paese rimase tagliato fuori e il progetto del Conte Bagno crollò insieme a lui.
Mario Bagno morì il 22 ottobre 1995, lasciando dietro di sé una “non città”: un luogo senza storia, senza presente e apparentemente senza futuro.

Consonno oggi: la città fantasma

Oggi si può raggiungere Consonno solo a piedi o in bicicletta, lungo la strada voluta dal Conte.
L’ingresso è segnato da un arco che introduce a un paesaggio quasi lunare: cartelli arrugginiti, edifici abbandonati e strutture fatiscenti.

Resistono la Chiesa di San Maurizio e la casa del cappellano, insieme a una bizzarra costruzione in stile arabeggiante con minareto, che in realtà nascondeva la centrale elettrica e il serbatoio dell’acquedotto.

Passeggiando tra le rovine si incontrano la balconata panoramica con vista sul Monte Resegone, il diroccato Grand Hotel Plaza e la balera che un tempo ospitava serate danzanti affollatissime.
Poco distante, il piccolo cimitero ricorda i consonnesi che vissero il borgo prima della sua trasformazione.

Un futuro per Consonno?

Oggi Consonno è una delle mete più amate dagli appassionati di urbex (urban exploration), fotografi e viaggiatori in cerca di emozioni particolari.
L’associazione Amici di Consonno cerca di mantenerne viva la memoria e sogna un futuro in cui questo borgo fantasma possa tornare a nuova vita, senza però perdere la sua identità.

Consonno resta così: un luogo sospeso tra sogno e rovina, simbolo di una visione troppo grande per resistere al tempo e alla natura.

Articolo scritto da Marco Conti, autore di romanzi come Segreti d’autoreAspettando l’albaL’anima non si arrende e Tre giorni poi sarà per sempre.

L’autore

Marco Conti è nato nel 1973 a Romano di Lombardia. Abita a Treviglio in provincia di Bergamo dove lavora come progettista.
E’ sposato, ha due figli e ama trascorrere il tempo libero con la famiglia e gli amici.
La scrittura è una passione che ha origini lontane e che lo ha portato a creare anche un blog marcoscrive.wordpress.com dove fra le altre cose scrive recensioni e approfondimenti degli eventi culturali di Bergamo, Brescia e Milano.
Ha scritto 5 romanzi e una decina di racconti due dei quali (“Semplicemente vivendo” e “Il riflesso di una vita”) sono presenti nella Raccolta di racconti brevi e poesie relativa al “Premio Letterario Nazionale EMOZIONI 2017 e 2018” avendo ricevuto con entrambi i racconti una menzione d’onore come finalista del premio.
Inoltre “Il riflesso di una vita” ha vinto anche il Concorso “IL Pennino 2019”.

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sono Saretta

Un’appassionata sognatrice con tante storie da raccontare. Sono autrice di romanzi, addetta stampa per autori e artisti, ma soprattutto un’amante instancabile del mondo e delle sue meraviglie.

In questo blog voglio portarvi con me, condividendo la mia passione per il viaggio, per le storie che si nascondono dietro ogni angolo e per le esperienze che trasformano ogni tappa in una scoperta.