Piacenza, città elegante e ricca di storia, conta circa 103.000 abitanti e si affaccia sulla riva destra del Po.
Situata nel cuore della Pianura Padana, è stata fin dal Medioevo un crocevia fondamentale per i commerci, un punto strategico nelle comunicazioni e una tappa molto apprezzata per i pellegrinaggi.
Non a caso Leonardo da Vinci la definì terra di passo, sottolineando il suo ruolo di porta dell’Emilia-Romagna e snodo naturale tra quattro regioni.
Nel corso dei secoli, vescovi, duchi e grandi artisti hanno arricchito Piacenza di opere e monumenti che ancora oggi raccontano uno straordinario patrimonio culturale.
Piazza Cavalli, il cuore monumentale di Piacenza
Il centro della vita cittadina è Piazza Cavalli, un vero salotto urbano dove l’attenzione viene rapita dalle due statue equestri in bronzo che rappresentano Alessandro Farnese e suo figlio Ranuccio.
Queste imponenti sculture barocche, ispirate alla tradizione di Donatello, sono ormai il simbolo indiscusso della città.
La piazza è incorniciata dal Palazzo Gotico e dal Palazzo del Governatore, testimonianze del profondo legame tra la dinastia Farnese e Piacenza.
A pochi passi si apre Piazza Cittadella, dominata da Palazzo Farnese.
Qui Galeazzo Visconti fece costruire una cittadella fortificata, di cui oggi restano ancora le torri angolari e parte della struttura originale, successivamente inglobata nel palazzo ducale.
Piacenza e il suo tesoro rinascimentale: il Tondo di Botticelli
Uno dei gioielli artistici più preziosi conservati a Piacenza è il celebre Tondo del Botticelli. L’opera raffigura la Madonna che adora il Bambino adagiato sul suo manto, circondato da rose recise, mentre a sinistra compare San Giovannino.
Ogni dettaglio, dalla cornice agli elementi simbolici, concorre alla lettura profonda del dipinto, che rappresenta una delle testimonianze più alte del Rinascimento italiano.

La Chiesa di Santa Maria Assunta e la sua “bibbia in piedi”
La Chiesa di Santa Maria Assunta è un magnifico esempio di romanico padano.
Il portale principale è un vero libro scolpito nella pietra, dove figure mostruose, allegorie e personaggi sacri invitano i fedeli a non cadere nel peccato.
Sulla torre campanaria svetta un angelo dorato, simbolo della città.
Nella stessa torre si trova anche una gabbia voluta da Ludovico il Moro: sarebbe servita a rinchiudere chi si fosse macchiato di sacrilegio, anche se nessun piacentino vi fu mai imprigionato.
La Cattedrale e la meraviglia della cupola affrescata
La Cattedrale di Piacenza cattura immediatamente lo sguardo grazie alla sua grande cupola.
La decorazione interna ha una storia affascinante: Pier Francesco Mazzucchelli completò solo due delle otto vele previste prima di morire improvvisamente.
Il compito passò allora a Giovanni Francesco Barbieri, chiamato a ultimare un progetto non suo usando la difficile tecnica dell’affresco, che non permette errori.
Il risultato fu talmente straordinario da far dimenticare che fosse stato scelto come seconda opzione, contribuendo anzi a consolidare la sua fama.
Il Collegio Alberoni e Palazzo Costa
Il Collegio Alberoni nacque come luogo di formazione per sacerdoti, molti dei quali divennero in seguito figure di spicco nella Chiesa.
Creato dal cardinale Giulio Alberoni, offriva un’opportunità anche ai giovani che non potevano permettersi di studiare.
All’interno si trova una biblioteca prestigiosa che conserva, tra gli altri, un trattato di Galileo Galilei.
Un’altra perla architettonica è Palazzo Costa, costruito alla fine del Seicento per conferire prestigio alla città.
Occupa un intero isolato ed è noto per la sua raffinata facciata rococò e per il giardino all’inglese dove un tempo i proprietari accoglievano ospiti illustri.
Al suo interno è presente anche un museo dedicato all’arte del Seicento.
Musica, teatri e tradizioni culturali
La tradizione musicale di Piacenza è antica e radicata, sostenuta nei secoli anche dai Farnese.
Il Teatro della Cittadella, ricostruito dopo un incendio, è considerato il primo teatro dell’Emilia in stile neoclassico dell’Ottocento.
Vanta un’acustica straordinaria ed è stato uno dei primi teatri italiani dotati di illuminazione elettrica.
Borghi senza tempo e atmosfere da film
Piacenza non è soltanto città, ma anche una provincia ricca di borghi affascinanti che hanno ispirato registi e artisti.
Tra questi spicca Castell’Arquato, splendido paesino medievale che sembra sospeso nel tempo e che merita assolutamente una visita durante un viaggio nella zona.
Sapori tipici della tradizione piacentina
La cucina piacentina rispecchia l’anima autentica della regione.
Tra impasti morbidi, sughi ricchi e preparazioni contadine, i piatti tipici raccontano una tradizione forte e identitaria.
Il gnocco fritto, gli anolini, i pisarei e fasö, lo stracotto di manzo e la polenta con il cavallo sono solo alcune delle specialità che rappresentano la gastronomia locale.
Luoghi come la Trattoria La Forchetta, l’Osteria d’Una Volta e l’Antica Trattoria dell’Angelo sono considerati ottimi punti di riferimento per assaporare la vera cucina piacentina.
Perché visitare Piacenza
Piacenza è una città colta, discreta e sorprendente.
Le sue piazze eleganti, i palazzi nobiliari, i tesori d’arte e i sapori autentici la rendono ideale per un weekend di scoperta.
Passeggiare tra i suoi monumenti, visitare i musei o perdersi nei borghi circostanti significa immergersi in una storia ricca e affascinante che continua a vivere tra le sue strade.
Articolo scritto da Marco Conti, autore di romanzi come Segreti d’autore, Aspettando l’alba, L’anima non si arrende e Tre giorni poi sarà per sempre.
L’autore
Marco Conti è nato nel 1973 a Romano di Lombardia. Abita a Treviglio in provincia di Bergamo dove lavora come progettista.
E’ sposato, ha due figli e ama trascorrere il tempo libero con la famiglia e gli amici.
La scrittura è una passione che ha origini lontane e che lo ha portato a creare anche un blog marcoscrive.wordpress.com dove fra le altre cose scrive recensioni e approfondimenti degli eventi culturali di Bergamo, Brescia e Milano.
Ha scritto 5 romanzi e una decina di racconti due dei quali (“Semplicemente vivendo” e “Il riflesso di una vita”) sono presenti nella Raccolta di racconti brevi e poesie relativa al “Premio Letterario Nazionale EMOZIONI 2017 e 2018” avendo ricevuto con entrambi i racconti una menzione d’onore come finalista del premio.
Inoltre “Il riflesso di una vita” ha vinto anche il Concorso “IL Pennino 2019”.











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