Ho deciso di pubblicare questo diario di viaggio in Scozia perché, come già fatto per la Norvegia, volevo che restasse qualcosa di scritto e indelebile.
Guardando le tante fotografie scattate in quei giorni, mi rendo conto che i ricordi iniziano ad appannarsi: scrivere è il modo migliore per riportarli alla luce.
Spero di non annoiare chi vorrà leggermi e, magari, prendere spunto per un futuro itinerario in Scozia.
5 agosto 2006 – Dall’Italia alla Scozia
Partiamo dall’aeroporto di Orio al Serio con destinazione Scozia. Dopo un volo tranquillo atterriamo a Luton, dove ci accoglie Livia, un’amica che vive in Inghilterra e che ci accompagnerà fino a Edimburgo.
Noleggiamo una Peugeot 307 SW e imbocchiamo la M1. La guida a sinistra inizialmente mi spaventa, ma al volante c’è Igor, già esperto di strade britanniche.
All’incrocio tra la M1 e la M6 salutiamo Livia: da qui in poi siamo soli. Le strade verso la Scozia scorrono tranquille e poco trafficate, ma vicino ai centri abitati bisogna abituarsi a precedenze e rotonde invertite rispetto all’Italia.
La prima notte la trascorriamo a Carnwath, in un B&B accogliente dove i gestori ci consigliano di partecipare a una sagra locale. Tra carne alla griglia e musica, ci godiamo la prima serata scozzese immersi in un’atmosfera semplice e autentica.
Edimburgo: cosa vedere nella capitale scozzese
La mattina seguente raggiungiamo Edimburgo, sotto una pioggia insistente. Nonostante il maltempo, il fascino della capitale ci conquista.
Visitiamo il Castello di Edimburgo, arroccato su una parete di roccia nera, esploriamo le prigioni sotterranee e la Cappella di Santa Margaret. Alla National Gallery of Scotland ammiriamo capolavori di Raffaello.

Ad agosto la città vive l’atmosfera dei festival: ci imbattiamo in una sfilata di suonatori di cornamuse in kilt e artisti di strada colorati e rumorosi.
La sera rientriamo a Lanark e ceniamo da Armando’s, una pizzeria gestita da un italiano che ci racconta la sua vita in Scozia.
Stirling e St. Andrews
Il giorno dopo guido per la prima volta. A parte qualche difficoltà con le precedenze, riesco a cavarmela. Prima tappa: Stirling Castle, tra i più importanti della Scozia.
Proseguiamo verso St. Andrews, affacciata sul Mare del Nord. Qui visitiamo la cattedrale in rovina e il cimitero annesso, poi ci rilassiamo sdraiati su una collinetta con vista sulla spiaggia.
La notte è prenotata a Kirriemuir, presso il Crepto B&B: semplice ma accogliente, con una proprietaria gentile e premurosa.
Il Castello di Dunnottar e i paesaggi scozzesi
Da Kirriemuir raggiungiamo Glamis, dove passeggiamo nei giardini all’italiana e in una suggestiva pineta lungo un viale alberato.
La tappa successiva è una delle più emozionanti: il Castello di Dunnottar, arroccato su una scogliera a picco sul mare. Per arrivarci bisogna affrontare 178 scalini, ma la vista mozzafiato ripaga ogni sforzo. I gabbiani che si librano nel vento rendono lo scenario ancora più suggestivo.
A causa della pioggia battente siamo costretti a saltare la visita alla cattedrale di Aberdeen.
Crathes Castle e un B&B inquietante
Proseguiamo verso Crathes Castle, famoso per i suoi otto giardini e i sei piani collegati da una scala a chiocciola. Guidare su queste strade, tra curve e salite, è un vero piacere.
La notte è prenotata a Cannich, vicino a Inverness e al Loch Ness. Il B&B, però, ci lascia senza parole: una casa tetra e silenziosa, con proprietari poco socievoli. Persino gli scoiattoli che corrono sul tetto mi tengono sveglio quasi tutta la notte.
Loch Ness, il Nord della Scozia e Durness
Ripartiamo in direzione Loch Ness: l’acqua scura e il vento creano un’atmosfera misteriosa, anche se il mostro Nessie non si fa vedere.

Arriviamo fino a Wick per visitare le rovine dell’Old Wick Castle, dove ancora una volta il paesaggio domina sulla storia.
La notte la trascorriamo a Durness, in una guest house affacciata sul Mare del Nord. Per la prima volta dall’inizio del viaggio non dobbiamo uscire a cena: ci preparano scampi con patate e haddock alla griglia, un piatto tipico scozzese che ci conquista.
L’Isola di Skye: natura e leggende
Finalmente raggiungiamo la celebre Isola di Skye, collegata alla terraferma da un lungo ponte arcuato. I suoi paesaggi selvaggi, amati fin dall’epoca vittoriana dagli alpinisti, ci lasciano senza fiato.
Ci fermiamo a Ullapool, una cittadina portuale pittoresca. La proprietaria del B&B, Jenet, ci accoglie con regole bizzarre (come togliere subito le scarpe), ma presto ci rendiamo conto che è una persona genuina e simpatica.
Il giorno successivo visitiamo il Dunvegan Castle, dimora del clan MacLeod. All’interno vediamo ritratti e armi, mentre i giardini esterni sono immensi e incantevoli. Nel pomeriggio percorriamo le strade panoramiche dell’isola, fermandoci a fotografare i bufali in libertà.
La cena è tipicamente scozzese: zuppa, salmone, frutti di mare e carne con patate.
Il Castello di Eilean Donan e altri manieri scozzesi
Proseguiamo verso uno dei castelli più famosi di Scozia: l’Eilean Donan Castle, ricostruito nel 1932 su un’isoletta in mezzo al lago. Qui sono state girate scene del film Highlander.
Il nostro itinerario ci porta poi all’Inveraray Castle, residenza del clan Campbell, e al Culzean Castle, con uno dei parchi più spettacolari della Gran Bretagna. Tra boschi, stagni e spiagge, ci fermiamo ad ammirare una foca in lontananza.
Londra: ultima tappa prima del rientro
Prima di tornare in Italia ci fermiamo due giorni a Londra. Alloggiamo al Holiday Inn di Luton e ci muoviamo in treno e metro verso il centro.
In poche ore riusciamo a visitare:
- Buckingham Palace
- Regent’s Park
- il Big Ben, che ascoltiamo sdraiati sul prato adiacente
- l’Abbazia di Westminster
- Hyde Park
- Piccadilly Circus, raggiunto lungo Piccadilly Road
Stanchi ma felici, il 18 agosto rientriamo in Italia con la sensazione di aver vissuto un viaggio indimenticabile tra i paesaggi e le leggende della Scozia.
Articolo scritto da Marco Conti, autore di romanzi come Segreti d’autore, Aspettando l’alba, L’anima non si arrende e Tre giorni poi sarà per sempre.
L’autore
Marco Conti è nato nel 1973 a Romano di Lombardia. Abita a Treviglio in provincia di Bergamo dove lavora come progettista.
E’ sposato, ha due figli e ama trascorrere il tempo libero con la famiglia e gli amici.
La scrittura è una passione che ha origini lontane e che lo ha portato a creare anche un blog marcoscrive.wordpress.com dove fra le altre cose scrive recensioni e approfondimenti degli eventi culturali di Bergamo, Brescia e Milano.
Ha scritto 5 romanzi e una decina di racconti due dei quali (“Semplicemente vivendo” e “Il riflesso di una vita”) sono presenti nella Raccolta di racconti brevi e poesie relativa al “Premio Letterario Nazionale EMOZIONI 2017 e 2018” avendo ricevuto con entrambi i racconti una menzione d’onore come finalista del premio.
Inoltre “Il riflesso di una vita” ha vinto anche il Concorso “IL Pennino 2019”.











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