Lavoro abbastanza, a volte anche troppo.
Due (a volte tre) lavori, turni serali, giornate piene e incastri da far combaciare.
Ma una cosa non la mollo mai: la mia voglia di vivere, di muovermi, di scoprire qualcosa di nuovo anche a pochi chilometri da casa.
È vero, non sempre abbiamo il tempo per partire per una settimana, prendere un volo o staccare davvero da tutto.
Ma ho imparato che anche una mezza giornata fuori dal solito può cambiare l’umore, rimettermi in asse, farmi tornare con più energia (e qualche sorriso in più).
E così ho iniziato a coltivare l’arte dei piccoli viaggi, quelli che durano qualche ora ma fanno bene come una vacanza.
Viaggiare anche quando il tempo è poco
Per tanto tempo ho pensato che “viaggiare” volesse dire prendere ferie, fare la valigia, partire lontano.
Oggi invece so che posso farlo in un pomeriggio libero, una mattina in cui non lavoro, o perfino dopo il turno serale.
Viaggiare, per me, è diventato un modo di osservare, di respirare nuovi profumi, di scoprire nuovi posti.
È decidere di prendermi quel tempo, anche minimo, e renderlo prezioso.
I miei trucchi per viaggiare anche con poco tempo
Ecco come faccio, nella pratica, a ritagliarmi questi momenti:
1. Ho sempre una “borsa delle fughe” pronta
Un telo, un costume, un libro, occhiali da sole e auricolari.
Così, se ho un’ora libera, posso andare al mare, sedermi su uno scoglio o in spiaggia e stare lì, semplicemente.
2. Scelgo posti vicini e raggiungibili facilmente
Non serve spingersi lontano: ci sono luoghi meravigliosi a meno di mezz’ora da casa mia. Un esempio? La passeggiata panoramica tra San Terenzo e Lerici, o un aperitivo vista mare.
3. Mi organizzo come se fosse un appuntamento
Se so di avere una mattina libera, la segno come un impegno. “Lunedì mattina: passeggiata e pranzo al mare”.
Proprio come farei con un appuntamento di lavoro, solo che questo è per me.
4. Spengo tutto, o quasi
Quando parto per questi mini-viaggi, lascio un po’ da parte il telefono (tranne che per qualche foto da postare dopo).
Cerco di essere presente, di respirare davvero il luogo.
I miei posti del cuore per le fughe-lampo
Vivo in un territorio ricco di meraviglia, e ogni tanto me ne dimentico.
Ma quando rallento, mi accorgo di quanto basti poco:
- Una passeggiata notturna sulla spiaggia della Venere Azzurra
Quando ho finito di lavorare e il cielo si ricopre di stelle, è lì che vado. Piedi in mare, passeggiata in silenzio e lascio che tutto si sistemi da solo. - Un pranzo senza glutine vista mare a Lerici
Anche solo un’ora, ma con i sapori giusti e la vista giusta, diventa un viaggio per i sensi.
- La camminata fino alla Caletta di Lerici
Una scala nascosta, silenzio, e quell’angolo di paradiso che sembra un quadro.
- Tellaro fuori stagione
Quando non c’è nessuno, sento solo il mare e il mio respiro. Mi ricorda perché amo questa terra.
Viaggiare così, a modo mio
Non servono voli né settimane libere per sentirmi viva.
Mi bastano una panchina sul mare, due passi tra i vicoli, un bicchiere di vino guardando le onde del mare.
È in quei momenti che ritrovo me stessa, che ricarico la mente.
Che torno a casa diversa, anche se non mi sono mai allontanata troppo.
Viaggiare è diventato un gesto d’amore verso di me.
Un modo per ricordarmi che merito tempo, merito bellezza, merito ossigeno.
E tu?
Come trovi tempo per te tra mille impegni? Hai un luogo del cuore dove vai a “respirare” anche solo per poco?
Raccontamelo nei commenti, sono curiosa di leggere anche i vostri piccoli viaggi.











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