Slow travel: viaggiare piano per sentirsi vivi

C’è stato un periodo in cui anche i miei viaggi erano una corsa.
Vedere tutto, fare il più possibile, spuntare mete come fossero caselle in un gioco. Tornavo a casa con la memoria del telefono piena di foto, ma la mia… piena solo a metà. Mi sembrava di ricordare le cose, ma non di averle realmente vissute.

Poi, senza che me ne accorgessi, qualcosa è cambiato. Forse è stato il tempo. Forse sono cambiata io.
O forse è successo quella mattina in cui, per la prima volta, non avevo un programma. Ricordo il silenzio del mare nel mio paesino della Liguria, solo il rumore del mare che si infrangeva sugli scogli, una panchina solitaria e il sole sul viso. Niente da fare, se non godermi quel momento.
E in quell’istante, ho capito: volevo iniziare a viaggiare piano.

Che cos’è, davvero, lo slow travel?

Lo slow travel è un approccio, non una moda. È un invito a rallentare, a lasciare spazio alla profondità, invece che alla quantità. Non vuol dire fare meno cose, ma viverle in modo più consapevole.
Significa restare un giorno in più in un posto che ti ha colpita. Parlare con le persone del luogo. Perdersi di proposito. Non solo guardare un panorama, ma fermarsi e sentirlo.

Per me, slow travel è quando lascio da parte l’ansia del “devo vedere tutto” e mi concedo il lusso del tempo.
Una colazione lenta, una passeggiata senza meta, un diario in cui scrivere a fine giornata.
Lo slow travel mi ha insegnato che non sono i chilometri a fare un viaggio, ma le emozioni che proviamo lungo la strada.

Valencia sarà il mio prossimo viaggio lento

Sto organizzando il mio prossimo viaggio a Valencia per novembre, e questa volta lo sto facendo con uno spirito nuovo: senza fretta, senza checklist, con l’idea di lasciarmi sorprendere.

Ho in mente alcune cose che vorrei vedere, certo (la Città delle Arti e delle Scienze, il Mercato Centrale, il quartiere del Carmen) ma non saranno un obbligo, solo un’ispirazione.
Mi immagino seduta in una piazza con un caffè, a guardare la vita che scorre.
O camminare lungo il letto del Turia, con la musica nelle orecchie e il vento tra i capelli.
Mi prenderò tempo per assaporare una paella, per entrare in una libreria nascosta, per perdermi nei profumi delle spezie. Tempo, semplicemente.

Sarà un viaggio da vivere, non da consumare.

Viaggiare lentamente mi ha cambiata

Da quando ho iniziato a viaggiare in modo più lento, ho imparato a essere più presente. A cogliere la bellezza nei dettagli, nei silenzi, nelle chiacchiere leggere con un passante.
Ho scoperto che ogni luogo ha qualcosa da raccontare, ma bisogna saperlo ascoltare.
E lo si fa solo se ci si ferma.
Se si lascia spazio all’imprevisto, se non si ha paura di non fare niente per un po’.

Lo slow travel non è solo una scelta di viaggio. È un modo di stare al mondo. E io, in questo momento della mia vita, ne ho bisogno come l’aria.

E se provaste anche voi?

Non serve un viaggio dall’altra parte del mondo per rallentare. Basta un weekend fuori porta, basta scegliere di non correre.
Fermatevi a guardare un tramonto. Entrate in un piccolo bar e chiacchierate con il barista. Cambiate strada se quella principale è troppo affollata.
Lasciatevi guidare dalla curiosità, non dalla tabella di marcia.

I viaggi lenti sono quelli che restano. Quelli che insegnano, che lasciano un segno, che profumano di vita vera.
Io sono pronta a partire.
Lentamente, ma con tutto il cuore.

5 risposte a “Slow travel: viaggiare piano per sentirsi vivi”

  1. Avatar Lisa Trevaligie Travelblog
    Lisa Trevaligie Travelblog

    io ormai viaggio solo slow, da un paio d’anni a questa parte. Complice la mia coxoartrosi, che non mi permette più di girare come una trottola senza sosta, come facevo da ragazza. Mi godo gli spazi con tutto il tempo che meritano, e riesco così a notare cose che, con la fretta, sfuggono ai più!

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  2. Avatar Silvia The Food Traveler

    Ricordo un viaggio on the road di un po’ di anni fa, in cui avevo messo in lista tantissime cose da vedere ma, siccome era nelle Highlands scozzesi, non avevo tenuto conto dei tempi di percorrenza. Risultato: abbiamo trascorso più tempo in macchina del previsto e poco tempo per assaporare davvero le cose belle. Da allora, nel corso degli anni ho imparato a prendermela comoda, fermandomi per pause non previste, passeggiando senza meta precisa in un quartiere. Per me viaggiare piano ora significa anche tornare in una città che già conosco per scoprirne angoli nuovi ogni volta, o per tornare in un posto che mi è piaciuto in maniera particolare.

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  3. Avatar Redazione

    Assolutamente d’accordo con te, io lo faccio spesso con Firenze per esempio, mi piace andarci almeno una volta l’anno. La conosco ormai abbastanza bene, ma adoro passeggiare tra le vie, meravigliarmi ogni volta del Duomo e fermarmi in una trattoria ogni volta diversa. Tutto con calma, per assaporare ogni piccolo dettaglio.

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  4. Avatar Redazione

    I viaggi lenti sono per me una nuova cosa, fino a qualche tempo fa era solo camminare all’infinito senza fermarsi mai. Ora ho scoperto questa nuova me, che ha voglia di tranquillità e di assaporare meglio ogni angolo e lo adoro.

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  5. Avatar Il viaggio più importante è insieme. Racconto di Natale – Saretta tra le nuvole

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sono Saretta

Un’appassionata sognatrice con tante storie da raccontare. Sono autrice di romanzi, addetta stampa per autori e artisti, ma soprattutto un’amante instancabile del mondo e delle sue meraviglie.

In questo blog voglio portarvi con me, condividendo la mia passione per il viaggio, per le storie che si nascondono dietro ogni angolo e per le esperienze che trasformano ogni tappa in una scoperta.